La Via Crucis del precario

Adriano Celentano ritiene che un buon modo per attualizzare il nostro legame con le tradizioni Cristiano-cattoliche sia quello di attualizzare la parola di Dio, adattandola ai tempi moderni. Parafrasando il suo pensiero la mia riflessione è andata subito alla Via Crucis – della quale ieri se ne è celebrata la ricorrenza – trovando forti assonanze tra il calvario di Gesù e  quello di un lavoratore precario.

Può sembrare ripetitivo e banale contribuire a generare post che vertono sempre su un argomento lungamente dibattuto, ma mi piacerebbe ricevere la vostra opinione.

Di seguito vi elenco le quattordici stazioni della via Crucis tradizionale.

  1. Gesù è flagellato, deriso e condannato a morte
  2. Gesù è caricato della croce
  3. Gesù cade per la prima volta
  4. Gesù incontra sua Madre
  5. Gesù è aiutato a portare la croce da Simone di Cirene
  6. Santa Veronica asciuga il volto di Gesù
  7. Gesù cade per la seconda volta
  8. Gesù ammonisce le donne di Gerusalemme
  9. Gesù cade per la terza volta
  10. Gesù è spogliato delle vesti
  11. Gesù è inchiodato sulla croce
  12. Gesù muore in croce
  13. Gesù è deposto dalla croce
  14. Il corpo di Gesù è deposto nel sepolcro.
Di seguito il calvario del precario. Auguri di buona Pasqua e buona riflessione! 

I Cinque anni di studio, di sacrifici per laurearmi in tempo ed ora inizia il mio calvario, alla ricerca di un posto di lavoro…
II Ho inviato forse un centinaio di volte il mio curriculum, senza ottenere alcun risultato. La ricerca del posto fisso sarà inutile, dovrò caricarmi la croce del lavoro precario. Ce la farò ad avere almeno uno stipendio?
III Se il buongiorno si vede dal mattino, oggi sarà una pessima giornata: un idiota col suv m’ha sfasciato il motorino, poi s’è messo a piovere, arrivata a lavoro il capo non ha voluto sentire ragioni per il mio ritardo e mi ha licenziata. Proprio ora che avevo trovato un appartamento dove andare a vivere… Ma non devo buttarmi giù, devo cercare subito un altro lavoro.
IV E’ proprio vero, le disgrazie non vengono mai sole: ho ricevuto anche lo sfratto, e dovrò abbandonare l’appartamento. Tornerò da mia madre, mi ha sempre dato conforto in questi momenti, lo farà anche ora…
V Ho trovato un lavoro all’estero; speravo in un aiuto di mia madre, e invece niente. Quanto devo patire ancora per espiare colpe altrui?
VI Avevo pensato di trasferirmi all’estero, ma non sono riuscita a recuperare il denaro per pagare il viaggio e le prime spese. Per fortuna Simone mi ha aiutata a trovare un lavoro qui in Italia.
VII E’ successo di nuovo, un altro licenziamento. Mi sento venir meno la terra sotto ai piedi, vedo tutto nero. Ma non devo buttarmi giù, devo resistere, lo devo a me e a chi mi vuole bene.
VIII Se mi trovo in questa situazione, se devo pagare questo prezzo altissimo per la mia felicità, la colpa è anche degli ultimi provvedimenti presi dal Governo… nel nome della flessibilità e dell’austerità ci stanno depauperando progressivamente, mentre loro continuano a condurre una vita di agiatezza…
IX Un altro lavoro andato, è il terzo questo mese…dicono che non è importante quante volte si cade, ma quante ci si rialza. Mi sento oppressa, schiacciata dal peso degli eventi, non credo di riuscire ad andare ancora avanti…
X Non credo riuscirò a cavarmela… mi hanno privata della mia dignita, spogliandomi del mio diritto ad avere un futuro… Si son divisi le mie risorse e sulla mia vita han gettato la sorte!
XI Ho finalmente trovato un lavoro, se così lo si può chiamare. Sono dovuta scendere a forti compromessi, ma credo di essermi garantita un minimo di certezze, ma a che prezzo? Mi sento delusa e frustrata, non credo più in niente. Dio perché mi hai abbandonato?
XII Ho un lavoro, naturalmente precario, con uno stipendio da fame… non riuscirò mai a farmi una famiglia, in questo mondo di false illusioni…
XIII La fine è arrivata, ho raggiunto l’età del pensionamento. Mi appresto a trascorrere questi ultimi anni della mia esistenza allo stesso modo degli altri. Miseramente, ma sempre con dignità. Mi tolsero i sogni, il futuro, la gioia di una famiglia, ma la dignità non l’hanno presa.
XIV Al termine del mio lungo calvario mi sarei meritata perlomeno di riscuotere la mia prima pensione, purtroppo questa mattina un rapinatore ha deciso d’incassare per me il denaro che ho faticosamente cercato di guadagnare… Gli auguro un percorso di redenzione, forse non ha mai conosciuto il sacrificio…

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God save the English!

God save the Queen recita l’inno nazionale inglese. Ma se la regina, nel suo discorso del prossimo mese di maggio dovesse annunciare questa legge, ad invocare la salvezza saranno i cittadini britannici. Il governo sta vagliando l’ipotesi di statuire una legge che consentirebbe alle autorità, tramite mandato, di monitorare costantemente la navigazione Web, le e-mail e le telefonate dei cittadini. Con una legge del genere, la Gran Bretagna diventerebbe come la Cina o l’Iran, lamentano le associazioni a difesa dei diritti civili. I fornitori dei servizi internet sarebbero saranno (visti i poteri di questi politicanti, il condizionale non è proprio d’obbligo…) tenuti a fornire informazioni in tempo reale su specifiche domande al Gchq, l’agenzia di spionaggio elettronico della Gran Bretagna. Una palese violazione dei diritti civili, tra tutti quello alla privacy, ancora una volta spacciata per difesa di un interesse superiore. Ma la domanda che mi pongo è la seguente: un governo non dovrebbe fare l’interesse del popolo? Non è allora questo l’interesse preminente da salvaguardare?
Tutti noi ben sappiamo che attraverso internet abbiamo già reso visibile, in qualche modo, la nostra vita privata. Se qualcuno di voi ha dubbi vada a leggere la cronologia del browser di un suo amico; troverà di fronte a sé un racconto autobiografico. Il processo di messa in mostra della nostra vita quotidiana è stato accelerato dalla larga diffusione delle piattaforme di Social Network, in grado di far sapere a tutti dove siamo, cosa facciamo, con chi e cosa ci piacerebbe fare o avere.
Tutti noi sappiamo che attraverso il sistema gps dei nostri cellulari si può sapere, con un margine di errore di pochi metri, dove ci si trova in un dato momento. Essere privati anche di quest’ultimo scampolo di riservatezza mi sembra eccessivo.
Si preparino i cittadini inglesi: a breve potrebbero essere arrestati per reati che potrebbero potenzialmente commettere. Poi arriveranno i pre-cog (Minority Report docet).

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The show must tweet on

Eccomi qua, come ogni fine settimana, con un tema caldo da sottoporvi, analizzato sotto due contrapposti punti di vista. Ispirandomi alla vicenda dell’abbandono di Twitter da parte di Fiorello, ho inscenato il confronto tra un produttore ed una giornalista. La location è la conferenza stampa di presentazione di un nuovo format televisivo. Al termine il produttore chiede al conduttore di aprire un profilo Twitter e sfruttarlo per procurarsi il favore del pubblico. Ma qualcuno li ascolta…

Produttore: Senta un po’ signorina, mi potrebbe dire chi è e cosa ci fa qui? Spero non abbia sentito la mia conversazione precedente…

Giornalista: Come mai ci tiene tanto ad assicurarsi che io non abbia ascoltato? Sono una giornalista pubblicista, gestisco un blog di critica televisiva; ed ho capito che se pensate davvero di prendere in giro i telespettatori del vostro programma con queste losche manovre attuate sui social media, state sbagliando di grosso!

Produttore: Non capisco quale sia il problema… Il nostro format è legato ai social network, quale miglior banco di prova per il programma stesso?

Giornalista: Lei mi sta dicendo che il vostro format è legato ai social network? A me era parso di capire che pensavate di sfruttare l’immagine del vostro conduttore per fare in modo che la gente guardasse il programma! Tutto questo su Twitter. In pratica il conduttore dovrebbe creare una pagina apposita per questi scopi, che utilizzerà per fidelizzare le persone. Costoro saranno indotti a guardare lo show per una sorta di vicinanza con il conduttore. Siete malefici… come pensa finirà questa storia? Con migliaia di persone che si sentiranno prese in giro… Pensavano di aver instaurato un bel rapporto con il conduttore, e invece…

Produttore: Ma lei cosa vuole? Cos’è tutta questa moralità? Chi è lei, il Grillo Parlante? Se proprio vuole posso darle una sorta di esclusiva sulla critica, tanto per accaparrarmi anche gli oppositori al programma…

Giornalista: Avrei potuto essere una potenziale follower del vostro conduttore. Avrei potuto instaurare un buon rapporto con lui, data la sua continua ricerca di feedback, e magari recensire positivamente il vostro format. Ora che so che qualsiasi commento verrà utilizzato solo per trascinarmi a guardare il programma credo proprio che mi asterrò… Una volta terminato il programma il conduttore sparirà da Twitter?

Produttore: Non è detto, semplicemente tornerà a fare la vita sociale di prima. E comunque non vedo dove sia il problema, chiunque usa questi canali per avere un ritorno pubblicitario, a maggior ragione se costui è già parte del mondo dello spettacolo… Venga dentro anche lei! Cos’è, la spaventa un po’ di notorietà?

Giornalista: A me spaventa l’utilizzo che voi capre della produzione televisiva tentate di fare dei social media. Dovreste innescare e ascoltare le conversazioni di chi vi segue, in modo da incontrare meglio le loro esigenze, invece di creare profili fasulli, colmi di dichiarazioni false, atti solo per trascinare i telespettatori alla visione di un programma. Dovreste instaurare un rapporto di fiducia con il pubblico, invece di considerarlo alla stregua di una mucca che osserva il treno che passa!

CHECK MATE

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Un hashtag per i tuoi pensieri – Emilio Fede

Dopo vent’anni di disonorata carriera Emilio Fede lascia la direzione e conduzione del Tg4.

In seguito all’ennesimo scandalo emerso, che lo coinvolge questa volta direttamente, tra amanti cubane e valigette piene di soldi, il fedele compagno mediatico del disOnorevole Silvio Berlusconi abbandona i teleschermi senza neanche un editoriale di congedo.

Il giornalista si sarebbe dichiarato vittima di un complotto operato dal presidente Mediaset Fedele Confalonieri, senza alcun preavviso nei suoi confronti. Lo scandalo emerso sarebbe frutto della manipolazione di alcune informazioni e messinscena di dichiarazioni mendaci. In pratica pare si sia seguito il framing interpretativo dei suoi telegiornali (seguendo la linea dei manipolatori di sinistra).
Io credo che il PDL voglia rinnovarsi, per proporsi in una nuova veste alle prossime elezioni. Per questo motivo, la voce del padrone sarà affidata ad una persona che riesca a mantenere una parvenza di obiettività nel trattamento delle notizie.
In secondo luogo il tg4 funzionava quando Silvio Berlusconi era al governo, in modo che potesse narrarne le epiche gesta. Ora che il viaggio dell’eroe è terminato si avverte il bisogno di rinnovamento.

In un panorama politico caratterizzato da cambi di direzione che neanche una banderuola in una giornata sferzata da venti impetuosi, vent’anni saldamente ancorati ad un’idea, vent’anni di coerenza, sono un merito che bisogna però riconoscergli. Gli appartenenti all’opposta fazione politica potrebbero eccepire che la coerenza è l’arte degli stupidi ed io a loro (ed a tutti noi) controbatto dicendo che allora i veri stupidi siamo noi, che permettiamo tutto questo: coerentemente con la nostra idea di democrazia, continuiamo a non opporci ad un sistema che è incredibilmente – ma non inspiegabilmente – assurdo. Ci stiamo indebitando ed impoverendo sempre più, consentendo a questi politicanti di fare i loro porci comodi (del resto tale è la loro natura…), ma poi ci scandalizziamo se un giornalista elogia chi per vent’anni l’ha sfamato. Beh vi dico una cosa: negli USA non esiste rettifica delle notizie sui media. Io pago, io decido cosa pubblicare. Eppure non mi pare si sia mai gridato al regime…

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Un hashtag per i tuoi pensieri #sorbitolo

Trani.Teresa Sunna, ragazza di 28 anni, deve sottoporsi ad un test per accertare eventuali intolleranze alimentari, presso una clinica privata. La donna dovrà ingerire una sostanza denominata sorbitolo, utilizzata per questo tipo di test.
Teresa Sunna è deceduta subito dopo l’assunzione di questa sostanza, che – in seguito ad accertamenti postumi – si è rivelata essere nitrito di sodio.
Il nitrito di sodio è un composto chimico dannoso per l’uomo, che se assunto in una proporzione superiore ai 22 mg, può risultare fatale.
La clinica privata ha ammesso di aver acquistato il sorbitolo online, presso la nota piattaforma di acquisti ebay. Purtroppo la sacca da 5 kg, denominata sorbitol food grade, conteneva una concentrazione del 70% di nitrito di sodio.
Ad uccidere la donna è stato un errore nell’acquisto di un prodotto da parte della clinica e una errata comunicazione sulle caratteristiche dello stesso da parte dei fornitori.
Gli italici giornalai (appellativo a me ormai caro, in quanto buona parte dei miei hashtag sono dedicati a loro) hanno individuato il loro nemico in un soggetto terzo, responsabile solo di aver fornito supporto logistico nella transazione tra due estranei; ebay.
Ebay ha ritirato dal commercio tutti i prodotti simili, e in un comunicato stampa ha espresso il proprio rammarico con i parenti della vittima.
A questo punto rimane da capire: perché la stampa si è accanita contro questa piattaforma?
La transazione è avvenuta tra due soggetti privati, ebay ha contribuito solo a metterli in contatto. A mio avviso ebay risulta essere un hosting provider, un portale che raccoglie e memorizza dati. Cercando un po’ in rete le motivazioni di questo accanimento, e soprattutto le vere responsabilità scopro che in realtà non è così, è molto di più, è un mediatore quindi, stando alla giurisprudenza austriaca e francese, sarebbe da considerare responsabile, in solido con il venditore.

Il link completo all’articolo potete trovarlo qui:

http://www.personaedanno.it/index.php?option=com_content&view=article&id=32996

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Un hashtag per i tuoi pensieri. Michele Silvestri

Solidarietà ai militari italiani impegnati in missioni che fanno onore all’ Italia. E se venissimo attaccati noi? Solidarietà agli occupanti che fanno disonore alla nostra terra. La morte di Silvestri è un grande dolore, siamo vicini alle famiglie. Tanto non è mio figlio né lontano parente, semplicemente carne da macello inviata sul fronte di guerra a combattere per mantenere lo stato di inciviltà che regna sovrano sul nostro pianeta. Infine, dobbiamo avviare il ritiro delle truppe dall’Afghanistan. Insisto su questo aspetto cosi posso prendere in giro gli elettori con un argomento a loro molto caro; fondamentalmente mi importa poco o nulla che i militari stiano li. Facciamo intervenire il parlamento, che sotto l’egida degli Stati Uniti d’America provvederà ad un ritiro delle truppe quando l’ Afghanistan sarà un paese dilaniato e senza risorse da razziare.
Queste tre affermazioni sono state pronunciate da tre esponenti di tre fazioni politiche “antagoniste”, successivamente alla notizia del decesso di Michele Silvestri , sergente trentatreenne, operativo in una base militare del Gulistan. Non servirà nessuno sforzo per risalire agli autori delle dichiarazioni sopracitate, che si ripetono uguali e senza soluzione di continuità da oltre un decennio. Il vero problema è il nostro pacifico assenso ad una palese violazione di un diritto umano, quello alla vita.
La storia si ripete sempre uguale (Vico docet).
Quando una nazione si trova a fronteggiare una crisi dovuta alla scarsità di risorse cerca di individuare un nemico, possibilmente percepito come molto diverso da noi. Questo nemico è rappresentato generalmente da un’altra nazione o un popolo. A questo punto viene messa in gioco l’arma dell’orgoglio patriottico, per mobilitare la popolazione e convincerla che il male va estirpato, il nemico va abbattuto. L’orgoglio patriottico è messo in gioco da ambedue le parti in causa, solo che gli occupanti saranno costretti a dargli maggiore enfasi, per via della situazione paradossale da affrontare.
A questo punto intervengono i governi nazionali, che, come nel gioco del risiko, mettono in campo i loro eserciti fino ad ottenere la distruzione dell’avversario.
Uno dei tanti militari rimasti uccisi è Michele Silvestri. La settimana prossima esprimeremo cordoglio per la prossima vittima, possibilmente donna, per fronteggiare la richiesta di quote rosa ovunque.

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30 e lode…o #18politico?

L’azione di governo continua, e in una giornata calda come quella odierna, tra scioperi attuati ed altri annunciati, il mio pensiero – e il duello del venerdì – non poteva che andare a tali vicende. Venite con me davanti ad un sit-in di protesta come tanti altri, dove si svolge questa mia storia.

Lavoratore: A CASA CI DOVETE ANDARE VOI, NOI RESTIAMO QUA!!

Neolaureata: Tu invece te ne vai maledetto!! Ti sembra il modo di urlare? E soprattutto, cosa ti ho fatto io per urlarmi contro??

Lavoratore: Mi scusi signorina, non ce l’avevo con lei. Il punto è che io sono qui davanti a protestare contro il governo Monti, e lei s’è trovata a passare…

Neolaureata: Quindi ha ritenuto opportuno rendermi sorda. Innanzitutto non capisco il motivo della sua protesta, visto che le manovre compiute in questi mesi dal governo Monti hanno solo contribuito a risollevarci dal baratro. In secondo luogo ha probabilmente già perso il lavoro, perché sfaticato, e sta provando a farsi reintegrare, giusto? Mi corregga se sbaglio…

Lavoratore: Giovane e ignorante…e non mi meraviglierei se fosse anche una dei tanti sfigati del ministro Martone… Io lavoro da quasi 40 anni ormai, vedo allontanarsi il giorno della mia meritata pensione a causa di queste manovre “salvifiche”, come le chiama lei, e per di più ora vogliono farmi vivere con la paura giornaliera di essere buttato per strada grazie alla riforma  dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori…se per risollevare il Paese dal baratro ci devo sprofondare io, allora mi vedo costretto a protestare!

Neolaureata: La ringrazio per tutti i complimenti che mi sta facendo. Violenza fisica e verbale… Vorrei informarla, mio caro signore, che la sottoscritta si è appena laureata. La mia laurea in Farmacia mi permetterà di entrare nel fantastico mondo del precariato. Per fortuna, grazie alle manovre Monti, avrò probabilmente l’opportunità di aprire un mio esercizio senza entrare nel tunnel senza fine delle manovre burocratiche; avrò l’opportunità di ricevere uno stipendio per il mio tirocinio e non avrò problemi a licenziare i miei dipendenti sfaticati e poco produttivi. Che ne pensa lei?

Lavoratore: Penso che se fin’ora non m’hanno cacciato, vuol dire che sono sempre stato solerte, non trova? Io capisco la sua posizione e sono contento per lei che potrà entrare nel mondo del lavoro, ma se permette vorrei evitare di uscirne per far spazio a voi giovani. Non per niente, ma ho un mutuo da pagare e una famiglia da mantenere…

Neolaureata: E allora qual è il problema? Lei lavora, ed è qui a scioperare? Per cosa? Perché probabilmente un giorno che non avrà più voglia di lavorare la licenzieranno? Pensi a lavorare bene e vedrà che non succederà! Se vuole saperlo anch’io voglio lavorare, perché un mutuo e una famiglia vorrei averli!

Lavoratore: Io sciopero perché vogliono permettere agli imprenditori di licenziarci per motivi economici. Sa cosa significa questo? Che se il mio datore di lavoro ha un periodo di magra, piuttosto che pensare di guadagnare un po’ meno, potrebbe mandare me a casa e risolvere il problema!

Neolaureata: I licenziamenti devono essere sempre possibili, solo così potrà avvenire un rilancio dell’economia! Solo permettendo una flessibilità all’interno delle aziende si potrà permettere a quest’ultime di essere più competitive, e di evitare che licenzino quelli come lei! Lei preferisce contribuire al benessere suo e dell’azienda o far valere a tutti i costi i suoi privilegi?

Lavoratore: Non voglio far valere a tutti i costi i miei privilegi, ma non voglio neanche perderli in un sol colpo. Non dopo averli così faticosamente guadagnati, ma soprattutto non per mano di gente avida, che vive di privilegi, ne abusa e che, pur di non cedere alcuno dei vantaggi che s’è immeritatamente arrogata, vuole ridurre tutti noi in mutande!

CHECK MATE

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Un hashtag per i tuoi pensieri. Tonino Guerra.

L’ottimismo vola! Così recitava Tonino Guerra in uno degli spot del filone che qualche hanno fa ha innalzato, sebbene non ce ne fosse alcun motivo, il poeta romagnolo alla ribalta mediatica. E questa mattina anche lui ha spiccato il volo. L’ultimo. Sempre legato alla sua terra, è morto lì dove era nato, a pochi giorni dal compimento del suo novantaduesimo compleanno. Con la sua dipartita, è come se tutti noi avessimo perso un nostro caro, un nonno. E’ venuto a mancare uno dei nonni della nostra cultura e della nostra Italia (o meglio, sarebbe bello che fosse considerato così, visto quello che ha fatto per il nostro bel Paese). Sebbene non sia stato un cantante o una celebrità, il web ha tributato l’ultimo saluto a questo grande maestro (non cercatene tracce su facebook, sarebbe una ricerca estenuante…su twitter e blog potrete avere più fortuna invece). Tonino c’ha lasciato nella giornata della poesia, e non è un caso. Quello che invece non morirà è il suo insegnamento: curiamo e manteniamo le nostre terre e le nostre tradizioni, perché ciò che fa grande un paese è la memoria della sua grandezza. Soprattutto nei momenti di crisi.

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Un hashtag per i tuoi pensieri. Fuori dal Mondo #Times

Il Times ha stilato una nuova classifica delle migliori università mondiali, escludendo per l’ennesima volta l’Italia dalla top 10 e addirittura dalla top 100*.

A comparire in classifica sono in tutto 19 Paesi. Tra questi figurano il Brasile, Israele, la Francia, il Belgio, la Turchia (una new entry con il Middle East Technical University) e il Canada. La Svizzera piazza ben tre università in graduatoria. All’interno della top ten troviamo i soliti noti; le università inglesi e statunitensi.

E le italiane? Prima classificata Bologna, al 226° posto.

Possiamo interpretare il problema seguendo due strade. La prima ci porta a cadere nel banale senso comune, facendoci confezionare questo articolo come quello di un comune quotidiano, anche online. Ecco il risultato che ne verrebbe fuori:

Il problema è lo Stato Italiano, il quale non stanzia fondi a favore dell’Università e della ricerca; se lo fa, garantisce il denaro solo alle istituzioni private. Lo Stato dovrebbe investire sull’Università pubblica, e garantire a tutti accesso all’istruzione. Un diritto sancito dalla Costituzione!

La seconda strada percorribile, sulla quale ho provato io a riflettere, è questa:

Lo Stato italiano deve garantire fondi all’Università e alla ricerca, misurandoli in base alla qualità degli studenti appartenenti ai diversi Atenei, e alla qualità delle pubblicazioni presentate. Questo sistema è adottato negli Stati Uniti D’America, che non a caso sono sempre primi nelle graduatorie.

In secondo luogo lo Stato italiano deve mettere al centro del sistema universitario lo studente, non l’istituzione scolastica, agevolando l’accesso e la continuità senza interruzioni degli studi. Gli Studenti tedeschi ricevono alloggio gratuito e una sovvenzione (leggi stipendio) mensile. Al termine del percorso l’Università provvede a segnalare i loro profili alle aziende, le quali si occuperanno di assumerli. Non a caso le università tedesche sono tra le prime in Europa. Lo studente tedesco è visto come una risorsa, quello italiano come un peso per le casse dello Stato.

Dite la vostra che io ho detto la mia. A voi la parola!

* http://www.timeshighereducation.co.uk/world-university-rankings/2011-2012/reputation-rankings.html

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Un atteggiamento poco “Onorevole”

Un altro fine settimana è giunto, con tante vicende di cronaca che hanno scandito i ritmi delle nostre giornate.  Ho voluto però concentrare la mia riflessione su una particolare situazione che mi sembrava connessa non solo alle vicende attuali, ma a quello che sembra essere il mood italico degli ultimi anni.

Ho immaginato un ipotetico dialogo tra un paparazzo ed un politico. Il primo è entrato in possesso di foto compromettenti… ma perché vuole essere rimborsato?

Utilizzate lo spazio commenti per dire la vostra e trovare la soluzione all’enigma.

 

Paparazzo: Buonasera onorevole, mi scusi se la disturbo. Volevo farle sapere che sono in possesso di alcune sue fotografie, che la ritraggono in atteggiamenti poco “onorevoli”.

 

Onorevole: Poco onorevole è questo suo approccio nei miei confronti. Cosa vuole da me?

 

Paparazzo: Vorrei arrivare a un accordo. So che lei è un uomo d’onore. Mi scusi per questo continuo gioco di parole, ma le foto che ho in mano riguardano proprio l’argomento in  questione: la sua reputazione! Che si è costruito in anni di onorevoli bugie nei confronti dei suoi elettori!

 

Onorevole: Non credo lei abbia capito qual è il punto. Nel fare le cose disdicevoli di cui lei mi accusa, sono venuto meno al patto con i miei elettori? Non ho ottemperato a qualcuno degli adempimenti connessi alla carica per la quale mi hanno scelto? Oppure ero a casa mia mentre mi spiava, cosa per la quale – tra l’altro – dovrei essere io a minacciare lei?

 

Paparazzo: Lei è venuto meno ad un patto con il genere umano! Lo sa che la ragazza con la quale si è intrattenuto è minorenne? Io devo denunciarla. Ma possiamo arrivare a un accordo, perché lei, signor Onorevole, mi deve risarcire!

 

Onorevole: Addirittura?! Non sapevo d’esser stato eletto Presidente del mondo. Era minorenne? Non lo sapevo… E poi era consenziente. Se proprio vuole, le do una lista di Stati in cui le ragazzine di dodici anni sono costrette a sposare uomini che potrebbero far loro da padri, ma tutti tacciono. Ecco, vada a fare un po’ di casino lì! Se vuole, le rimborso io il viaggio!

 

Paparazzo: Questa è una buona strategia Onorevole: <<Facciamo così, tanto Lo fanno tutti>> . Mio Dio. Proprio per il vostro essere così superficiali in merito alle questioni che siamo giunti a questo punto in Italia. Io non voglio fare nessun viaggio, Onorevole, lei mi deve solo rimborsare!

 

Onorevole: Risparmi le prediche e i vuoti moralismi. Le serviranno per i suoi lettori affamati di gossip e diffamazioni. Io non le darò un centesimo, pubblichi pure ciò che vuole. I miei elettori non sono così ingenui da cadere nei suoi tranelli!

 

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